Due riflessioni sul "caso Povia" e il "caso Gino Paoli" - marketing, mass media e repressione

Del "caso Povia" e della sua canzoncina sulla guarigione delle persone omosessuali che presentera' al prossimo festival di San Remo e del "caso Gino Paoli" si e' parlato molto nelle ultime settimane e oggi ho trovato qualche minuto di tempo per raccogliere i pensieri e dire la mia.

Ho trovato particolarmente interessanti questi due eventi mediatici per alcune ragioni sia di carattere pubblicitario che repressivo.

Se in entrambi i casi la regia appare evidentemente quella degli uffici stampa & marketing delle case discografiche e del festival di San Remo che hanno fiutato la possibilita' di creare un po' di visibilita' mediatica a basso costo e ad alto impatto e l'hanno creata ad arte, le reazioni ai due casi sono state differenti e meriterebbero una analisi comune.

######## IL CASO POVIA ########


Nel "caso Povia" la reazione esclusivamente mediatica fatta di comunicati stampa e comparsate televisive di Arcigay non ha fatto altro che alimentare quello che era il fine ultimo di Povia e degli organizzatori del festival di San Remo: comparire sui media. Intere trasmissioni dedicate al caso, ospitate e aperture sui maggiori tg nazionali, prima serata su Rai1 a Porta a Porta, personaggi del calibro di Iva - prendi questa mano - Zanicchi resuscitati e posti a difesa delle persone omosessuali, giornali infarciti di commenti e opinioni in merito, vittimizzazione del cantante ("mi hanno minacciato di morte"), smentite e controsmentite e la genialata del segreto assoluto sul testo della canzone non hanno fatto altro che creare l'evento San Remo che quest'anno stentava a decollare mediaticamente e a rilanciare il signor nessuno Povia sulla ribalta mediatica dopo la lunga assenza.

Forse mi sbaglio ma un silenzio mediatico magari accompagnato da una azione diretta durante il festival stesso (dove il rischio di creare l'attesa per l'evento sarebbe stata bassa) avrebbe evitato a Povia una sovraesposizione mediatica e forse sarebbe stata piu' utile alla "causa gay". Le battaglie mediatiche fatte sullo stesso piano e con le stesse armi di chi fa della comunicazione pubblicitaria la propria professione credo non possano che essere fallimentari.

E poi Aurelio Mancuso, presidente di Arcigay, in giacca e cravatta che tenta di apparire come "il gay serio con opinioni serie" che compare per 15 secondi su un tg nazionale non puo' che soccombere miseramente nella memoria collettiva di fronte a un Diego Passoni qualunque che, con molta piu' """presunta ironia""" e padronanza del mezzo televisivo nazional popolare, distrugge Povia per il suo abbigliamento durante la trasmissione televisiva L'Italia allo Specchio riuscendo a ridicolizzare lateralmente Povia per 5 minuti buoni e catturando l'attenzione della casalinga annoiata.

Se si vuole giocare sullo stesso piano con i mass media, come ha scelto di fare una parte del movimento gay italiano, nella distruzione di un evento nazional popolare e di un finto scandalo creato ad arte bisogna conoscere le regole del gioco e giocare seriamente. Nazional popolari non ci si improvvisa e infatti le uscite "mediaticamente migliori" sul tema sono state quelle di una fascinosissima Vladimir - grande sorella - Luxuria che, alla Vita in Diretta, e' riuscita tutto sommato ad apparire mediaticamente interessante e non eccessivamente noiosa.

Capisco perche' una parte del movimento glbt italiano abbia scelto di giocare su quel piano le proprie carte (come d'altra parte hanno sempre tentato di fare con, a mio parere, pochissimi risultati) ma non posso che ritenere tutto questo sforzo estremamente controproducente. Gli unici risultati raggiunti sono stati il lancio del festival di San Remo e di Povia, con somma soddisfazione dei rispettivi uffici stampa che ci hanno azzeccato ancora una volta, senza riuscire a creare un movimento d'opinione sul caso che non fosse quello da salotto di Bruno Vespa (dove tra l'altro Mancuso non e' riuscito neanche a farsi invitare in studio e dove se ne sono sentite di tutte).

######## IL CASO GINO PAOLI ########


Molto piu' delicato il caso Paoli. Se da una parte l'operazione commerciale e' riuscita perfettamente e l'uscita di un album nuovo di Gino Paoli che non interessava a nessuno se non a quei quattro che comprano ancora CD in Italia e a cui interessa Paoli e' finita in prima pagina su moltissimi quotidiani e TG e quindi al grande pubblico (tanto da arrivare su questa mailing list), dall'altra Paoli e' riuscito a farsi pubblicita' molto bene andando in tv una sola volta, da Fabio Fazio a Che Tempo che Fa su Rai3, in un ambiente "protetto" e affrontando di petto il tutto.

Niente confronto reale, niente dibattito, solo ottima pubblicita' in cui Paoli riesce addirittura a ribaltare le accuse sostenendo che

«Le emozioni sono filtrate dalla sensibilità individuale, chi ha una sensibilità sporca svilupperà una risposta emotiva sporca, chi si sente pulito, le vivrà come emozioni pulite». In ultima analisi, conclude Paoli, si tratta di capire che «chi ha buon senso ha sicuramente dato il significato giusto alla canzone, e di chi non ne ha, non me ne frega niente»

e appellandosi addirittura a "quella pietas cristiana di cui invece la società nella sua spasmodica ricerca del mostro ha perso traccia" in una intervista sul cattolicissimo Avvenire.

Una operazione commerciale piu' "elegante" e sofisticata che pero' ha avuto dei risvolti decisamente piu' gravi a livello repressivo.

A parte gli immancabili ed inquietanti interventi del Moige, dell'Osservatorio sui Diritti dei Minori, del Telefono Arcobaleno e dell'Associazione Nazionale Sociologi l'aspetto piu' preoccupante e' un altro.

La Commissione bicamerale per l'Infanzia presieduta dalla nerissima Alessandra Mussolini ha convocato il cantautore nell'ambito di una indagine conoscitiva che la commissione sta svolgendo sulla pedopornografia. In ballo c'e' il tentativo, ormai portato avanti da qualche anno, di stringere le maglie della censura soprattutto, ma non solo, su internet utilizzando come scusa la repressione di quella che viene genericamente definita "pedofilia culturale" ovvero tutto cio' che non rientra direttamente nell'abuso del minore (che e' gia' giustamente punito per legge) ma che, in qualche modo, pare giustificarlo, promuoverlo o descriverlo attraverso testi, siti internet, film, fumetti, canzoni.

La valutazione dell'esistenza di tale reato non puo' che essere estremamente soggettiva e dettata dalla "sensibilita'" del singolo giudice vista la mancanza di una "vittima" ed essendo il reato puramente "culturale". Il famosissimo Lolita di Vladimir Nabokov da cui Stanley Kubrick trasse il relativo film sarebbe da considerarsi promozione o descrizione di atti pedopornografici e quindi passibile di censura e pena detentiva? Il libro Arancia Meccanica di Anthony Burgess in cui Alex (sedicenne) rapisce e stupra due bambine di 10 anni sarebbe stato messo al bando e non avremmo mai visto l'omonimo (ma decisamente autocensurato) film? Memorie di una Geisha di Golden in cui la verginita' di una bambina viene messa all'asta sarebbe stato bruciato al rogo e i traduttori puniti con la reclusione? E che dire dei numerosissimi fumetti erotici e pornografici (e relativi film di animazione) in cui minorenni compiono atti sessuali?

La riflessione sul sottile confine tra la giustissima tutela dei minori e la censura di stato o l'autocensura (per paura) di scrittori, registi, cantanti o pittori non penso possa e debba passare attraverso una canzoncina di Gino Paoli e il successivo delirio mediatico.

Ma si sa, siamo in Italia dove la repressione e' multiforme e sempre in agguato e dove pensare di fare ancora delle riflessioni serie su qualcosa che non siano le tette rifatte delle concorrenti del Grande Fratello o sulle vicende del calciatore di turno pare quasi una utopia.

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Trans brasiliana pestata a sangue nel cpt milanese di via Corelli

La sera del 10 luglio Preziosa, una trans brasiliana detenuta nel cpt milanese di via Corelli, è stata picchiata a sangue



Il 31 luglio è stata depositata in tribunale la denuncia contro chi l'ha massacrata nel cpt. L'esposto è stato accolto "con urgenza" ed è gia stato assegnato il P.M.

Diario Corelli - Luglio 2008 - Comitato antirazzista milanese
 (Continua)

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Oggi come ieri: Canzone del Maggio



Questo sera sono un po' malinconico e vagamente nostalgico. Sara' la sentenza per i torturatori di Bolzaneto (qui un commento audio), sara' la notte calda, saranno gli scazzi che di questi tempi attraversano il movimento GLBTQ, sta di fatto che voglio proporvi un piccolo retroscena d'altri tempi che non molti conoscono.

Probabilmente quasi tutti i lettori di questo blog conoscono Canzone del Maggio del mai troppo compianto e mai attuale come in questi giorni Fabrizio De Andre' pubblicata per la prima volta nel bellissimo concept album Storia di un impiegato nel lontano 1973. Altrettanto probabilmente ben pochi di voi ne conoscono le origini e la travagliata storia.

Prendendo liberamente spunto da una canzone intitolata Chacun de vous est concerné che Dominique Grange (altre info in francese), cantante di lotta del maggio francese, compose ed incise nel 1968, De Andre' decise, come era suo costume, di schierarsi con forza e senza ambiguita' con un pezzo che nella sua versione originale non venne mai incisa a causa della feroce censura italiana di quegli anni.

Una versione durissima e di fortissima accusa che Fabrizio De Andre', come faceva spesso quando la censura si abbatteva sui suoi testi, riproponeva dal vivo nei concerti e che ho recuperato per voi lettori insieme all'originale francese

Scarica Fabrizio De Andre - Canzone del maggio - Versione Inedita censurata

Anche se il nostro maggio ha fatto a meno del vostro coraggio
se la paura di guardare vi ha fatto guardare in terra
se avete deciso in fretta che non era la vostra guerra
voi non avete fermato il vento, gli avete fatto perdere tempo

e se vi siete detti non sta succedendo niente
le fabbriche riapriranno, arresteranno qualche studente
convinti che fosse un gioco a cui avremmo giocato poco
voi siete stati lo strumento per farci perdere un sacco di tempo

se avete lasciato fare ai professionisti dei manganelli
per liberarvi di noi canaglie, di noi teppisti, di noi ribelli
lasciandoci in buona fede sanguinare sul marciapiede
anche se ora ve ne fregate voi quella notte voi c'eravate

e se noi vostri quartieri tutto e' rimasto come ieri
se sono rimasti a posto perfino i sassi dei vostri viali
se avete preso per buone le verita' dei vostri giornali
non vi e' rimasto nessun argomento per farci ancora perdere tempo

lo conosciamo bene il vostro finto progresso
il vostro comandamento: "ama il consumo come te stesso"
e se voi lo avete osservato fino ad assolvere chi ci ha sparato
verremo ancora alle vostre porte e grideremo ancora piu' forte
voi non potere fermare il vento gli fate solo perdere tempo



Scarica Dominique Grange - Chacun De Vous Est Concerné

Même si le mois de mai
Ne vous a guère touché
Même s’il n’y a pas eu
De manif dans votre rue
Même si votre voiture
N’a pas été incendiée
Même si vous vous en foutez
Chacun de vous est concerné

Même si vous avez feint
De croire qu’il ne se passait rien
Quand dans le pays entier
Les usines s’arrêtaient
Même si vous n’avez rien fait
Pour aider ceux qui luttaient
Même si vous vous en foutez
Chacun de vous est concerné

Même si vous avez fermé
Votre porte à notre nez
Une nuit que nous avions
Les CRS aux talons
Matraqués sur le palier
Même si vous vous en foutez
Chacun de vous est concerné

Même si dans votre ville
Tout est bien resté tranquille
Sans pavés sans barricades
Sans blessés et sans grenades
Même si vous avez gobé
Ce que disait la télé
Même si vous vous en foutez
Chacun de vous est concerné

Même si vous croyez maintenant
Que tout est bien comme avant
Parce que vous avez voté
L’ordre et la sécurité
Même si vous ne voulez pas
Que bientôt on remette ça
Même si vous vous en foutez
Chacun de vous est concerné

L'odio che avanza

Da qualche giorno provo a trovare le parole per esprimere lo schifo che provo dentro. Non ci riesco, sono incazzato, troppo incazzato e non riesco a scrivere nulla di sensato.



Quindi vi rimando a chi e' riuscito laddove io ho fallito:

- L'odio che avanza -
- Lettera aperta al movimento lgt antifascista e al movimento antifascista tutto -

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IV Giornata mondiale contro l'omofobia - 17 maggio 2008

Homophobia


Homophobia - Chumbawamba

Up behind the bus-stop in the toilets off the street
There are traces of a killing on the floor beneath your feet
Mixed up with the piss and beer are bloodstains on the floor
From the boy who got his head kicked in a night or two before

Homophobia
The worst disease
You cant love who you want to love in times like these

In the pubs, clubs and burgerbars breeding pens for pigs
Alcohol, testosterons and ignorance and fist
Packs of hunting animals roam across the town
They find an easy victim and they punch him to the ground

Homophobia
The worst disease
You cant love who you want to love in times like these

The siren of the ambulance the deadpan of the cops
Chalk to mark the outline where the boy first dropped
Beware the holy trinity - church and state and law
For every death the virus gets more deadly then before

Homophobia
The worst disease
You cant love who you want to love in times like these

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Nicola è ognuno di noi - Sabato 17 maggio - Manifestazione a Verona

Sabato 17 Maggio 2008
MANIFESTAZIONE

partenza corteo dalla Stazione Verona Porta Nuova ore 15.00


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