All my life I wanted to look like Elizabeth Taylor. Now Elizabeth Taylor looks like me. (Divine)

Donne nel mondo del lavoro: qualche dato

Posted: dicembre 1st, 2011 | Author: | Filed under: Documenti | Tags: , , , , , , | No Comments »

L’Economist, noto giornale di sindacaliste rivoluzionarie femministe anticapitaliste, ha pubblicato alcuni giorni fa uno studio intitolato Closing the gap sulla condizione delle donne nel mondo del lavoro contenente alcuni dati parecchio interessanti.

Il Post ne riassume gli aspetti principali

Ancora oggi, il 97 per cento dei dirigenti delle 500 maggiori imprese statunitensi incluse nella lista della rivista Fortune sono uomini. Dal 1970 a oggi, nei paesi più industrializzati la percentuale della forza lavoro femminile è passata dal 48 al 64 per cento. Un dato positivo che resta comunque inferiore a quello della Cina, ad esempio, dove lavora oltre l’80 per cento delle donne. Inoltre, come si nota dal grafico del settimanale britannico, nei paesi maggiormente industrializzati le percentuali più basse di forza lavoro femminile si riscontrano in Italia e India, dove c’è la più grande disparità tra uomini e donne. Il paese dove invece ci sarebbe meno discriminazione, secondo lo studio, è la Finlandia.

 


Alcune segnalazioni GLBTQ dal Torino Film Festival

Posted: novembre 30th, 2011 | Author: | Filed under: Film & Tv | Tags: , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , | No Comments »

Pur non essendo riuscito ad assistere alle proiezioni segnalo alcuni commenti tratti da Gay.it sui film a tematica GLBTQ presentati al Torino Film Festival. L’unica opera che ho già visto è “The Ballad of Genesis and Lady Jaye” che ho trovato stupendo e consiglio assolutamente.

Queer. Nel senso etimologico di ‘strano, eccentrico’. È la parola giusta per definire il primo weekend del Torino Film Festival dalle sfiziose proposte queer, appunto.
Strana la fastosa e blindata cerimonia di apertura al Teatro Regio, venerdì sera, con un tappeto rosso da fare invidia a Cannes e star del calibro di Penelope Cruz, Charlotte Rampling e la nostrana Valeria Golino in veste di giurata. Strano il fatto che il grande regista finlandese Aki Kaurismäki non sia venuto a ritirare il premio Gran Torino dalle mani di Penelope Cruz, lasciando il pubblico esterrefatto. Strana la sua risposta in conferenza stampa, dove si è presentato alticcio con birra in mano, alla nostra domanda: “È vero che non l’ha voluto da Penelope Cruz perché testimonial dell’Oréal?”. “Si può essere un’attrice o una mannequin ma non entrambi”. Imbarazzo in sala. “Se avessi vinto la Palma d’Oro mi sarei suicidato” continua incerto. “Quando ho vinto il Fipresci a Cannes non sono andato a ritirarlo perché ero in montagna a giocare a poker e ho pure perso”. Sergio Castellitto gli ha risposto a mezzo stampa dandogli dell’ubriacone. Read the rest of this entry »


Il vero scandalo della nuova pubblicità Benetton: lo sfruttamento

Posted: novembre 30th, 2011 | Author: | Filed under: Repressione | Tags: , , | No Comments »

L’ultima campagna Benetton per la Fondazione UNHATE ha sollevato più di una polemica a causa dei baci gay tra molti dei potenti della terra rappresentati sui manifesti.

Pier Cesare Notaro su Il Grande Colibrì svela un po’ dell’ipocrisia che si cela dietro questa bieca operazione commerciale.

Scandalosa Benetton: dietro ai baci lo sfruttamento

Le immagini della nuova campagna promozionale di Benetton – anzi no, della Fondazione UNHATE, “voluta e fondata dal Gruppo Benetton” – in cui i grandi della terra si scambiano baci in bocca, quasi tutti gay, hanno fatto il giro del mondo: ecco papa Benedetto XVI e l’imam della moschea di al-Azhar Ahmed Mohamed el-Tayeb, Barack Obama e il presidente cinese Hu Jintao, il premier israeliano Benjamin Netanyahu e il palestinese Abu Mazen… Non è stato un “esercizio estetico“, si premurano di far sapere della fondazione, ma un contributo per “creare una nuova cultura di tolleranza“, “combattere l’odio” e diffondere “i valori fondamentali di Benetton” (leggi). E allora conviene riflettere sui valori della multinazionale italiana (grazioso ossimoro). Read the rest of this entry »


Frocessione a Bologna

Posted: novembre 30th, 2011 | Author: | Filed under: Appuntamenti, Repressione | Tags: , , | No Comments »

L’AulaC conferma la frocessione: “Denuncia ironica della misoginia e dell’omofobia del Vaticano”

In questi giorni si erano espressi contro l’iniziativa dell’aula autogestita di Scienze Politiche il sindaco Merola e esponenti del centrodestra cittadino. Domani ore 19 assemblea pubblica in facoltà

…MEROLA S’è DECISO, A MANDARCI IN PARADISO?
Ché all’inferno ci siamo già!

Come assemblea di gestione dell’Aula C non possiamo che rallegrarci di tutta la pubblicità che i migliori canali informativi del cittadino-medio stanno facendo all’iniziativa anticlericale che abbiamo deciso di ospitare: l’ormai famosa FROCESSIONE.
La Frocessione è volta a denunciare -con l’arma dell’ironia, ahìnoi, sconosciuta ai più – la misoginia e l’omofobia del vaticano, oltre alle evidenti ingerenze clericali in quello che dovrebbe essere un paese laico, che inquadriamo in un disegno di più generale connivenza e servilismo della chiesa rispetto al sistema capitalista.

Apprendiamo che l’iniziativa ha suscitato l’indignazione degli incravattati e delle imbellettate politicanti dell’amministrazione comunale, dei quali riteniamo interessante evidenziare la coerenza politica e umana:

chi taccia di omofobia gli organizzatori della Frocessione, sono gli stessi impegnati in questi giorni a chiudere le porte della Consulta delle famiglie alle associazioni delle famiglie omosessuali;

chi è già ricorsa a intimidazioni legali PREVENTIVE, invitando peraltro le associazioni omosessuali a schierarsi contro questa blasfema parata, non è altro che la cognata del padrone di casa UDC, il beneamato Casini, la cui visione di società si basa su un’ostentata, rigida concezione di famiglia (come formata esclusivamente da un uomo e una donna, e solo se sposati), apertamente contraria all’aborto e alla RU486 e contraria a una legge laica e civile sul testamento biologico. Quindi, associazioni omosessuali, se proprio ritenete giusto schierarvi, fate un po’ voi! Read the rest of this entry »


Cagliari: nasce l’Ente Regionale per il Diritto alla Censura

Posted: novembre 30th, 2011 | Author: | Filed under: Film & Tv, Repressione | Tags: , , , , , , | No Comments »

Si è conclusa quindici giorni fa la nona edizione della rassegna cinematografica gay, lesbica, bisessuale e trans Uno Sguardo Normale organizzata da ARC, associazione culturale GLBT di Cagliari.

L’iniziativa, patrocinata dal Comune di Cagliari e grazie ai contributi dell’ERSU (Ente Regionale per il diritto allo Studio Universitario) ha svelato ancora una volta la voglia di censura e l’omofobia che si respira in Italia.

Durante la rassegna era prevista la proiezione di Otto; or Up with Dead People, il surreale e geniale film di Bruce LaBruce presso il cineteatro Nanni Loy di Cagliari di proprietà dell’E.R.S.U.

Grazie alla censura operata dall’ERSU stesso e con la scusa che non era possibile proporre opere di “questo genere” nelle sale dell’ente, la proiezione è stata forzatamente spostata all’ultimo minuto in altra sede .

La notizia sarebbe quasi ridicola se non fosse la drammatica testimonianza dell’ignoranza e della voglia di censura che si aggira anche negli enti para-universitari italiani.

Diritto allo studio ma anche diritto alla censura?


Queer Pepper Spray Cop

Posted: novembre 29th, 2011 | Author: | Filed under: Inutilita', Repressione | Tags: , , , | No Comments »

Via: KnowYourMeme


Testimonianze di sex workers da Occupy Wall Street

Posted: novembre 29th, 2011 | Author: | Filed under: Documenti | Tags: , , , , , , , | No Comments »

Protest rallies make me horny.
Annie Sprinkle

Da X:talk  alcune testimonianze di sex workers che hanno partecipato alle manifestazioni di Occupy Wall Street

As a sex worker, I joined Occupy Wall Street because the issues that impact both myself and my community are issues that are affecting other workers: lack of affordable housing, healthcare, education, and childcare. I come to stand in solidarity with communities of color, immigrants, Indigenous folks, and LGBTQ folks who have remain disproportionately impacted by a system that has failed to provide justice, decriminalization, destigmatization, and the practice of fundamental rights.
- Hannah, a sex worker for over a decade

We’re participating at OWS because sex work is real work,and all workers deserve living wages, affordable housing, and healthy communities. Sex workers are a part of OWS’s cross movement dialogues at working groups, marches and teach-ins, inorder to build mutual understanding and work for broadbased social change.
- M, an organizer and former sex worker

I hope that my presence at OWS and the sign that I carry  revealing myself as a sex  worker and a person affected by  the crimes committed on Wall  Street, open up people’s minds  to the possibility of including sex  workers in the process of the  people’s liberation.
- Andy, a male prostitute and organizer for sex worker rights

Occupations are at the heart of sexworkers’ rights movements. Think back to the Lyon occupation in France in the1970′s. Taking Times Square last Saturday was a full circle moment, given the history of sex work in Times Square,and the joined forces of corporate andpolitical interests that have displaced sex workers from not just Times Square butany public space. For sex workers, occupying public space is about economics as much as it is free speech.
- Melissa Gira Grant, writer and former sex worker

Via: Why are sex workers and their allies occupying Wall Street?

Grazie alla segnalazione di Marginalia vi propongo anche l’intervento (tradotto in Italiano da MFLA – martedì autogestito da femministe e lesbiche su Radio Onda Rossa) di Angela Davis a Occupy Philadelphia e l’analisi critica di Joel Olson di Bring The Ruckus sul problema razziale all’interno del movimento statunitense intitolato Il candore e il 99%.

Per ascoltare Angela Davis a Occupy Philadelphia clicca qui

Foto: Vita Di Uno Zero


SexyShock compie 10 anni – pornoterrorismo & Chicks on Speed

Posted: novembre 29th, 2011 | Author: | Filed under: Appuntamenti | Tags: , , , , , , , , , , , , | No Comments »

Betty&Books chiude ma SexyShock compie 10 anni con un doppio appuntamento assolutamente imperdibile

Sabato 3 Dicembre a Bologna

1. ConsenSuality ritorna con un workshop che vi farà saltare dalle mutande!!
2. E poi la festa KATANA!

….

Dopo il grande consenso riscosso alla Ladyfest romana arriva anche a Bologna il laboratorio sull’eiaculazione femminile di Diana J. Torres Pornoterrorista!

I genitali femminili sono un territorio ancora soprendentemente misterioso per la scienza medica… e non per un’oggettiva difficoltá di localizzazione e riconoscimento anatomico degli organi e delle loro funzioni, quanto per la decisa volontá politica di ignorarli in tutte le caratteristiche che non siano legate alla riproduzione.
Lo squirting (o eiaculazione femminile) é un fenomeno conosciuto piú nelle sue vertenti “spettacolari” (legate all’industria pornografica) che nelle sue implicazioni nel quadro della salute e del benessere femminile.

Ne affronteremo i “misteri” insieme a Diana Pornoterrorista,
poeta e performer spagnola che ha incentrato da anni le sue ricerche teorico/pratiche su questa peculiare maniera di lasciar fluire la potenza dell’orgasmo femminile.
Il famigerato punto G, le ghiandole di Bartolino, la ghiandola di Skene: a partire dalle mappe anatomiche passando per l’antropologia, tutto quello che avreste sempre voluto sapere e non avete mai osato chiedere sull’eiaculazione femminile.
http://pornoterrorismo.com/

Su prenotazione, perchè i posti sono limitati.
E’ richiesto un piccolo contributo.

Iscrivetevi scrivendo a: info...@inventati.org
oppure: 347-7667680

….

E a seguire tutt@ al party godurioso: Katana!!
il party per il decennale del sexyshock”
Se non è trans-femminista non è la mia rivoluzione.

Ammettiamolo i decennali ci piacciono, sono un modo per fare il punto e una scusa per fare una festa. Siamo quindi molto liet@ di annunciarvi che quest’anno sexyshock compie 10 anni! Siete tutt@ invitat@ al party più rivoluzionario che c’è. Il godimento è garantito.

Sul Palco!
Rossetti, orgoglio Trans, Pink activism, Queer, glamour, corpi veri e desideranti: tutto questo lo troverete nel LIVE dj set delle Chicks On Speed che per anni hanno accompagnato le Dance Hall Queer di tutta Europa e battuto il tempo mentre vi depilavate

Alla consolle!
KinGKonGirlSdjs
Ro’ Glorioushead – Betty Boop – (A TRopical Clash Crew)

Intimidades compartidas!
video live project la Betty catalana: Slavina (ma in realtà è di Roma)

http://malapecora.noblogs.org

All’assalto dell’immaginario!
Sexyshock

Sabato 3 Dicembre
Locomotiv Club
Via Sebastiano Serlio 25
Bologna


L’ultimo Mercoledy delle Sexyshock e Betty&Books a Bologna

Posted: novembre 28th, 2011 | Author: | Filed under: Appuntamenti | Tags: , , | No Comments »

Come vi avevo già annunciato Betty&Books chiude e mercoledì prossimo si svolgerà l’ultimo Mercolady

Appuntamento eccezionale!
Mercoledì 30 Novembre
Sexyshock in collaborazione con Betty&Books
vi invita…all’ultimo Mercolady!
3 ottimi motivi per non mancare:

1) La presentazione alla cittadinanza del Bando di gara per la realizzazione di una campagna di informazione contro le violenze maschili sulle donne, voluto dalla Fondazione del Monte in collaborazione con l’associazione Orlando.
Il Bando è rivolto a professioniste/i della comunicazione, agenzie creative, associazioni, gruppi o singole/i.
La presentazione sarà a cura di Paola Zappaterra.
http://www.women.it/cms/index.php?option=com_content&task=view&id=1071&Itemid=83

2) Festeggiamo il  Festival! Aperitivo di chiusura degli eventi giornalieri del VI Festival La violenza illustrata.
http://www.casadonne.it

3)…è’ l’ultimo aperitivo da BettyBooks! Prima del trasloco
al corner shop nella galleria Ono in via Santa Margherita 10!
Imperdibile!
Salutiamo collettivamente lo spazio di Via Rialto e brindiamo alla nuova avventura di Betty&Books.
http://betty-books.com/
Volete perdere un’occasione storica che vi permetterà di dire ai bis nipoti “io c’ero”?
Siamo cert@ che no…

Mercoledì 30 Novembre
dalle ore 19:00 alle 22:00
presso Betty& Books
Via Rialto 23/A
Bologna


Pinkwashing e l’uso di Israele dei gay come strumento di propaganda

Posted: novembre 28th, 2011 | Author: | Filed under: Documenti | Tags: , , , , , , , , , , | No Comments »

Una campagna lanciata dal ministero del turismo israeliano per un costo di 90 milioni di dollari ha promosso Tel Aviv come meta internazionale di vacanze gay e lesbiche, presentando il paese come uno dei paradisi dei diritti.

L’iniziativa viene sul “New York Times” dalla scrittrice lesbica Sarah Schulman, che accusa il governo israeliano di “pinkwashing”, cioè di una “deliberata strategia di nascondere le continue violazioni dei diritti umani dei palestinesi dietro una immagine di modernità simboleggiata dalla vita gay in Israele”. I gay vengono usati come messaggio pubblicitario e propagandistico, come avviene in tutti i casi in cui viene praticata “la cooptazione di persone gay bianche da parte delle forze politiche anti-immigrazione e anti-musulmane nell’Europa occidentale e in Israele”. In altre parole, denuncia Schulman, i diritti lgbt vengono utilizzati dalle destre facendo leva sul razzismo e sulla xenofobia, e rendendo invece “invisibile il ruolo che i fondamentalisti cristiani, la chiesa cattolica romana e gli ebrei ortodossi giocano nel perpetuare la paura e persino l’odio nei confronti dei gay”.

La campagna turistica israeliana  sulla “international gay vacation destination” diventa nell’articolo di Schulman ” Israel and ‘Pinkwashing’ “, pubblicato il 23 novembre scorso, il punto di partenza per un’analisi di questo “nefasto fenomeno” sempre più diffuso nell’Europa xenofoba, e ora sfruttato come strumento propagandistico nel conflitto palestinese.

Il “paravento della modernità” occulta e manipola non soltanto le difficili conquiste della comunità lgbt israeliana, ma anche l’esistenza di forti organizzazioni lgbt in Palestina. Schulman conclude: “Ciò che rende lesbiche, gay, bisessuali, transgender e i loro alleati così esposti al pinkwashing – e al suo corollario, la tendenza tra gay bianchi a privilegiare la loro identità razziale e religiosa, un fenomeno che il teorico Jasbir K. Puar ha chiamato ‘omonazionalismo’ – è l’eredità emotiva dell’omofobia. La maggior parte dei gay hanno sperimentato l’oppressione in modi profondi: nella famiglia, in rappresentazioni distorte nella cultura popolare, nella sistematica disuguaglianza legale che solo adesso comincia appena a diminuire.

L’aumento dei diritti gay ha portato persone in buona fede a giudicare in modo errato quanto sia avanzato un paese in base alla sua reazione all’omosessualità. In Israele, i soldati gay e la relativa apertura di Tel Aviv sono indicatori incompleti dei diritti umani – proprio come, in America, l’espansione dei diritti gay in alcuni stati non controbilancia violazioni dei diritti umani come l’incarcerazione di massa. La realizzazione, a lungo sognata, di alcuni diritti per alcuni gay non dovrebbe renderci ciechi nei confronti delle lotte contro il razzismo in Europa e negli Stati Uniti, oppure della persistenza palestinese su una terra da chiamare casa”.

Sarah Schulman, nata nel 1958 a New York, romanziera, commediografa e saggista, da sempre politicamente impegnata nel movimento delle donne e in quello lgbt (è stata tra le fondatrici delle “Lesbian Avengers” nel 1992), ha suscitato con il suo articolo – che riprende alcune tesi del suo libro di prossima uscita “Israel/Palestine and the Queer International” – polemiche e lettere di risposta al giornale.

Vedi: New York Times – Pinkwashing and Israel use of gays as a messaging tool