XXIII GLBT Torino Film Festival - Da Sodoma ad Hollywood - 17/25 aprile 2008

Anche quest'anno saro' presente in quel del GLBT Torino Film Festival di Torino (arrivato alla sua XXIII edizione) che si svolgera' dal 17 al 25 aprile. Quest'anno ho intenzione di fare una full immersion nel festival e di aggiornarvi quanto piu' possibile (e quanto mi permetteranno di fare le mie forze) su queste pagine.
Se qualcun* dovesse essere in quel di Torino in quei giorni mi faccia sapere che ci si organizza.
A seguire il comunicato stampa ufficiale del festival (scaricabile anche in pdf), appena avro' piu' chiari orari e dettagli postero' maggiori informazioni
Disclaimer: il GLBT Torino Film Festival e' un'evento istituzionale, finanziato e patrocinato da regione, provincia e comune nonche' da altre realta' locali. Nonostante questo "limite" penso che sia sempre riuscito a presentare realta', personaggi, film ed immaginari estremamente interessanti, variegati e sicuramente degni di nota in un panorama culturale come quello italiano attuale.
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(Continua)
Ciro Cascina - Samanta
Il video e' stato pubblicato a Dicembre 2007, la chiacchierata con Ciro Cascina e' del novembre 2003 a firma Felix Cossolo su Babilonia
Che fine ha fatto Ciro Cascina?
Me lo sono chiesto spesso e credo anche i più vecchi lettori di Babilonia. L’ho conosciuto ben 25 anni fa al campeggio gay di Capo Rizzuto in Calabria, e per tanti anni Ciro ha partecipato a tutte le iniziative importanti del movimento gay, ai pride, alle feste di piazza, ai congressi. Memorabile il suo bacio all’ex-sindaco di Bologna Renato Zangheri, che suggellò la conquista del Cassero di Porta Saragozza, come è ormai storico il suo intervento nel 1982 davanti ai cancelli della Fiat Mirafiori di Torino. E chi ha visto il suo spettacolo La Madonna di Pompei non può che condividere il titolo di un giornale che definì Cascina «il più grande attore del movimento gay». Da ricordare anche la vittoria che il pubblico del Teatro Cristallo di Milano, alla «Maratona dei monologhi» gli attibuì, nel lontano 1982 sullo chic Mario Mieli.
Tante cose sono cambiate e Ciro oggi è impegnato su altri fronti: a Roma, da febbraio, è in scena il suo nuovo lavoro Migranti de la Compagnia delle Palline al teatro off L’Incontrocanto di San Lorenzo. La formula è innovativa: non si paga l’ingresso, ben accetto un contributo, e a fine spettacolo si cena tutti insieme gratuitamente e il pubblico può stringere rapporti di amicizia, anche con gli attori.
Chiedo a Ciro un’intervista; preferisce una “conversazione”, e così per ore parliamo e ricordiamo le nostre battaglie passate e gli amori, rievochiamo nostalgie e ogni tanto – nei suoi lunghi assoli – ci sono irruzioni di performance improvvisate… Di origine napoletana, ha vissuto nei vicoli e la sua teatralità è l’unica cosa che non deve a nessuno, che è innata, direi antica: appartiene alla sua umanità e lui la esprime con naturalezza, piacere, disperazione, senza sforzarsi di “fare l’attore”: per la strada recitava la parte della Regina, del Bandito, della Mamma, tutto naturalmente in dialetto napoletano.
Personaggio contraddittorio, indefinibile, nel suo ultimo spettacolo si fa chiamare Ciro Ciretta. Un parto tra maschile-femminile, sempre presente come componente fondamentale nella vita e nella scena. Un concepimento androgino molto vissuto nel suo corpo, nel sesso, nell’erotismo.
A volte la sua vena comica è irresistibile, anche se per lo più affronta tematiche impegnate quali il razzismo, l’emarginazione degli extracomunitari, la guerra – tutti temi che creano emozioni forti.
La sua storia vive su percorsi paralleli. In scena e nella vita la sua teatralità esplode lasciandosi influenzare dal periodo, dal momento, dalla stagione; facendosi penetrare, bisticciare, corrompere dagli eventi.
Ciro sente di non appartenere a quest’epoca: è uno sciamano, è coinvolto dalle situazioni, le attraversa, le subisce. Insolita la sua reazione rispetto al successo. Inflessibile, non si è lasciato corrompere, non si è prostituito alle leggi del mercato. Nonostante le sue doti ha rifiutato i vantaggi di una carriera manovrata da manager e impresari. Se questa scelta gli ha permesso di essere “genuino”, non gli ha però garantito la sicurezza economica: vive da nomade, come sempre, ospite in casa di amici… Ma si è così serbato molto tempo per riflettere e meditare. «Potevo fare la Regina al posto della Selvaggia!» si lascia scappare…
Ciro Cascina non ha avuto bisogno di fare coming out pubblico: per lui l’omosessualità appartiene al genere umano, non c’è bisogno né di orgoglio né di vittimismo.
Teatralità e sessualità sono sempre andate a braccetto. Ciro rifiuta l’odierna rappresentazione dell’omosessuale: palestrato, siliconato, falso; non c’è scelta, c’è l’omologazione totale. A lui tutto oggi sembra annacquato, compreso il sangue. Contesta la nostra rappresentazione folcloristica sui mass media, e di conseguenza ha rifiutato anche sceneggiature che gli hanno sottoposto proprio perché si sentiva a disagio nei ruoli che si volevano da lui.
Molti suoi coetanei dei vicoli, «femminielli», oggi sono trans; Ciro invece è orgoglioso di essere quello che è, delle sue rughe, degli anni che passano, del disordine della sua vita. Angosce e paure scompaiono quando lui è in scena: quello è il suo territorio.
«Quello che è grave non è tanto ciò che afferma il papa contro l’omosessualità; è terribile invece che molti ci credano e vivano con sensi di colpa e nello squallore la loro personalità».
Ciro non condivide il monopolio e il nuovo potere gay: «L’omosessualità è evangelizzazione. Sembra quasi ci sia oggi un razzismo all’incontrario, un travestimento per uniformarsi alle mode (gay) del momento… Ma sotto il vestito non c’è niente, vuoto totale.
I Gay pride di vent’anni fa, con poche persone, erano più dirompenti di quelli con migliaia di partecipanti di oggi, perché il messaggio era diverso, rivoluzionario. Eravamo spinti dalla disperazione e dalla voglia di cambiare tutto, radicalmente; oggi la richiesta è il matrimonio, l’integrazione. La situazione non è peggiore perché una volta si stava meglio, ma almeno prima la sofferenza era la molla per la lotta di piazza. Oggi tutto sembra più bello, più facile: ma è solo illusione. E poi non c’è memoria storica: nessuno ricorda i tanti omosessuali suicidatisi o morti di Aids. Il movimento si esprime “à la Luxuria”, figura opaca, che non trasmette nulla. Molti omosessuali sono arroganti, razzisti, anche con i loro simili».
Ma, nonostante tutto, Ciro non ha nostalgia degli anni “storici” nel movimento, e non è pessimista. Non se la sente di produrre ora spettacoli “comici” perché è un periodo in cui non c’è molto da ridere: quando ci sono le guerre, quando in alcune nazioni c’è la lapidazione…
Aspetta momenti migliori: «“Ci sarà il dì di festa”, come ne Il sabato del villaggio di Leopardi…».
«Speriamo», dico io…
Felix Cossolo - articolo tratto da Gayclubbing
La conversazione con Ciro Cascina è stata pubblicata su BABILONIA di Novembre 2003
Eat a Queer fetus for Jesus - save the planet, kill yourself

The Church of Euthanasia has only one commandment, and it is "Thou Shalt Not Procreate." In addition, we have four "pillars" or principles, which are Suicide, Abortion, Cannibalism and Sodomy.
Church of Euthanasia - Save the Planet, Kill Yourself
Greetings.
We are not of this planet.
We do not understand
Your strange customs.
Your planet's ecosystem
Is failing.
Your leaders deny this.
Explain.
Your leaders deny this.
Your leaders deny this.
Your leaders deny this.
Your leaders deny this.
Why
Do your leaders lie to you?
Why
Do so many of you believe these lies?
Explain
Your strange customs.
Why
Believe these lies?
Save the planet.
Kill yourself.
Save the planet!
Kill yourself.
Buona Pasqua 2
Via Riot Clit Shave
Buona Pasqua
31 agosto 1923

Una foto dal passato via riotclitshave
L'Olanda bandisce il sesso con animali
Segnalo come ad Amsterdam abbiano approvato oggi una legge contro il sesso con gli animali che prevede fino a 6 mesi di carcere. L'Olanda era da sempre lo stato con maggiore tolleranza nei confronti della pornografia con animali e vi era un floridissimo mercato.
Il business era talmente vasto e lucroso che alcune case di produzione specializzate in questo tipo di film avevano sviluppato una sorte di codice etico che prevedeva l'utilizzo di animali solo nel caso in cui avessero parte attiva nella scena e in cui quindi fosse evidente la mancanza di eccessive forzature e violenze nei confronti dell'animale.
Personalmente ritengo sia una cattiva notizia, l'ennesima legge censoria di cui, secondo me, non si sentiva particolarmente la mancanza. Ovviamente, coinvolgendo animali, la questione e' abbastanza delicata. Voi cosa ne pensate?
AMSTERDAM, Netherlands (AP) — The Dutch parliament voted unanimously Thursday to outlaw bestiality and pornography involving animals. Sex with animals and the making of animal pornography now will carry a punishment of up to six months in jail under the measure.
Current Dutch law forbids bestiality only when animals are found to have been mistreated.
Animal pornography is explicitly forbidden in 80 countries and pornographers had lobbied fiercely against a Dutch ban, said lawmaker Harm Evert Waalkens, who introduced the measure.
"The Netherlands is now a magnet for perversities and we don't want that," Waalkens said.
Associated Press - 14 marzo 2008

