Oggi come ieri: Canzone del Maggio
Questo sera sono un po' malinconico e vagamente nostalgico. Sara' la sentenza per i torturatori di Bolzaneto (qui un commento audio), sara' la notte calda, saranno gli scazzi che di questi tempi attraversano il movimento GLBTQ, sta di fatto che voglio proporvi un piccolo retroscena d'altri tempi che non molti conoscono.
Probabilmente quasi tutti i lettori di questo blog conoscono Canzone del Maggio del mai troppo compianto e mai attuale come in questi giorni Fabrizio De Andre' pubblicata per la prima volta nel bellissimo concept album Storia di un impiegato nel lontano 1973. Altrettanto probabilmente ben pochi di voi ne conoscono le origini e la travagliata storia.
Prendendo liberamente spunto da una canzone intitolata Chacun de vous est concerné che Dominique Grange (altre info in francese), cantante di lotta del maggio francese, compose ed incise nel 1968, De Andre' decise, come era suo costume, di schierarsi con forza e senza ambiguita' con un pezzo che nella sua versione originale non venne mai incisa a causa della feroce censura italiana di quegli anni.
Una versione durissima e di fortissima accusa che Fabrizio De Andre', come faceva spesso quando la censura si abbatteva sui suoi testi, riproponeva dal vivo nei concerti e che ho recuperato per voi lettori insieme all'originale francese
Scarica Fabrizio De Andre - Canzone del maggio - Versione Inedita censurata
Anche se il nostro maggio ha fatto a meno del vostro coraggio
se la paura di guardare vi ha fatto guardare in terra
se avete deciso in fretta che non era la vostra guerra
voi non avete fermato il vento, gli avete fatto perdere tempo
e se vi siete detti non sta succedendo niente
le fabbriche riapriranno, arresteranno qualche studente
convinti che fosse un gioco a cui avremmo giocato poco
voi siete stati lo strumento per farci perdere un sacco di tempo
se avete lasciato fare ai professionisti dei manganelli
per liberarvi di noi canaglie, di noi teppisti, di noi ribelli
lasciandoci in buona fede sanguinare sul marciapiede
anche se ora ve ne fregate voi quella notte voi c'eravate
e se noi vostri quartieri tutto e' rimasto come ieri
se sono rimasti a posto perfino i sassi dei vostri viali
se avete preso per buone le verita' dei vostri giornali
non vi e' rimasto nessun argomento per farci ancora perdere tempo
lo conosciamo bene il vostro finto progresso
il vostro comandamento: "ama il consumo come te stesso"
e se voi lo avete osservato fino ad assolvere chi ci ha sparato
verremo ancora alle vostre porte e grideremo ancora piu' forte
voi non potere fermare il vento gli fate solo perdere tempo
Scarica Dominique Grange - Chacun De Vous Est Concerné
Même si le mois de mai
Ne vous a guère touché
Même s’il n’y a pas eu
De manif dans votre rue
Même si votre voiture
N’a pas été incendiée
Même si vous vous en foutez
Chacun de vous est concerné
Même si vous avez feint
De croire qu’il ne se passait rien
Quand dans le pays entier
Les usines s’arrêtaient
Même si vous n’avez rien fait
Pour aider ceux qui luttaient
Même si vous vous en foutez
Chacun de vous est concerné
Même si vous avez fermé
Votre porte à notre nez
Une nuit que nous avions
Les CRS aux talons
Matraqués sur le palier
Même si vous vous en foutez
Chacun de vous est concerné
Même si dans votre ville
Tout est bien resté tranquille
Sans pavés sans barricades
Sans blessés et sans grenades
Même si vous avez gobé
Ce que disait la télé
Même si vous vous en foutez
Chacun de vous est concerné
Même si vous croyez maintenant
Que tout est bien comme avant
Parce que vous avez voté
L’ordre et la sécurité
Même si vous ne voulez pas
Que bientôt on remette ça
Même si vous vous en foutez
Chacun de vous est concerné
Tre ringraziamenti
Nelle ultime ore sono venuto a conoscenza della recente morte di tre persone che, in modi e momenti diversi della mia vita per me hanno significato qualcosa di importante.
Non sono bravo con gli addii, voglio solo ringraziare Maria Ornella Serpa che avevo conosciuto tramite il Coordinamento per la Difesa delle Persone Prostitute per avermi fatto scoprire e capire un mondo a me allora totalmente sconosciuto e per la sua simpatia, tenacia e tenerezza, Sbancor per aver animato con le sue analisi le mailing list di Indymedia Italia su cui sono cresciuto e Jean Daniel Cadinot per avermi aiutato, con i suoi film e i suoi immaginari, scoperti quasi per caso durante la mia adolescenza, ad iniziare ad esplorare me stesso e a rimettere in gioco la mia identita' e la mia sessualita'.
Ci mancherete.
La fine del porno online alternativo
Sfogliando alcuni dei link che mi ero segnato nei mesi scorsi ma non avevo ancora trovato il tempo di leggere ho scoperto questa interessante analisi sulla fine dell'altporn (porno "alternativo") online e sui motivi che lo hanno causato. Non ho ancora un'idea ben precisa sulla questione e l'articolo si focalizza molto sulla scena USA anche se un buon numero di considerazioni sia economiche che politiche si applicano anche nel resto del mondo.
Un articolo, tratto da Fleshbot e a firma Lux Nightmare, comunque interessante e che apre numerosi spunti di riflessione sul tema
I discovered altporn when I was eighteen, and in quick succession went on to become a model and producer and, eventually, a retiree. So I found myself fascinated by a recent edition of Eye Weekly's "Love Bites" column in which an aspiring altporn model writes in to ask for advice on online porn sites. How can she flash her tits for cash without selling her soul to some evil SuicideGirls-style company? The short answer: she can't. Getting naked online is a business; the market is oversaturated with hot young girls looking to cash in; and DIY style doesn't always guarantee a progressive and respectful attitude towards models.
As a veteran of altporn, this makes me cringe; but as a veteran of altporn, I also know she's right.
When I was a wide eyed nineteen year old with a digital camera and a dream, it was a different story: someone like me could (and did) start a porn site — one that, free from the pressures of the corporate world, could explore different territory from mainstream porn. But the dream is dead, kids. If you want to be in the online porn scene these days, you've got to have cash — and as a result, "indie" porn ain't so indie anymore.
So what changed?
- The Visa/MC crackdown. A decade or so ago, starting a porn site was easy: you got some web space, you took some naked pix, you found a billing agent to process your membership fees ... and then you sat back and waited for the money to roll in. But in fall of 2002, Visa and Mastercard decided to end the party. Declaring adult sites to be a high risk for chargebacks, they started requiring a registration fee to process payments for adult sites: $750 up front and $375 annually after that. While that's not big money for a large company, it's a substantial hit (and deterrent) for a small startup. (Bonus fact: The Visa/MC processing fees are the reason why you can't use PayPal to sell adult-themed products. So when PayPal cancels your account after it finds out you're selling used panties ... well, at least now you'll know why.)
- Stricter 2257 regulations. If you want to pose naked on the internet, you need to be 18 or older — and if you want to post naked pictures of other people on the internet, you need proof that all the people you're posting pictures of are at least 18. This used to be a relatively simple matter of getting an ID and a release form from everyone who modeled for you. Then the government decided to step in and make things a little more complex: claiming that they were fighting the evil menace of child porn, they started requiring vastly more complete (and complicated) records for online models. If you're a small company running a multi-model site, 2257 record keeping requirements (which require publishing a physical address online where those records can be inspected and keeping regular office hours so the DOJ can show up on your doorstep whenever they want to) can be brutal.
- That big bully, SG. You've heard about the lawsuits, you've heard about the exclusivity contracts, you've heard about how they basically "own" a big chunk of the altporn market. Even though they didn't invent the genre — there were lots of folks getting naked on the internet altstyle long before they launched, including me — they basically dominate the scene now: and they don't appreciate it when other companies try to take them on. And most of the time, their intimidation tactics work.
- In many ways, "Alt" isn't really alternative anymore. When I started taking it off online, it had yet to become a hipster pastime — it wasn't considered cool, and I didn't gain cred (at least not with anyone I knew in person) for doing it. Flash forward to 2004: SuicideGirls is mainstream, emo girls aspire to be porn stars when they hit 18, and a whole lot of people are looking to cash in on the next new thing in porn. Hence Hustler bankrolling a Burning Angel movie and Vivid launching Vivid Alt. Tattoos and piercings in porn used to signify a product that was female-friendly, feminist, and (dare we say it) empowering; now it's just another wrapper for the same old product.
This isn't to say that any broke kid with dreams of becoming a porn mogul can, if given the chance, launch a progressive porn site even a radical feminist could love. But as more and more barriers to entry get put up — economic, legal, or otherwise — fewer people are able to enter the market; and those that do are unlikely to risk their bankroll trying to create and promote a different kind of porn. Which, at the end of the day, may be the reason why the most progressive porn site I've seen in recent years comes to us from Australia.
- "Working For The Boy Instead of the Man" (eyeweekly.com)
Un'intervista disgustosa con un puliscicessi - uno spunto di riflessione sul rapporto esistente tra Piacere, Dolore e Potere
Cercando di approfondire e dare spunti di riflessione alla discussione sviluppatasi su fastidio sul rapporto tra Piacere, Dolore e Potere ripubblico un articolo comparso qualche anno fa su Butt Magazine e che ritengo particolarmente interessante per cercare di andare oltre ai soliti luoghi comuni e le voci di corridoio provando a non dare facili giudizi o a lanciarsi in, a mio giudizio, inopportune analisi piscologiche/sentimentali su persone di cui nulla conosciamo se non quello che volontariamente lasciano trasparire. Quella che segue e' un'intervista a un ragazzo ventinovenne a cui eccita l'umiliazione e l'essere oggetto di "disprezzo". Lavora in un'impresa di pulizie e nel tempo libero continua ad esercitare questa sua passione gratuitamente nei bagni delle case di studenti e di altri master ricavandone enorme piacere.
La versione originale in inglese dell'intervista e' disponibile a questo indirizzo . La traduzione e' opera mia, se notate errori di traduzione (il mio inglese non e' perfetto e lo slang americano non e' semplicissimo da rendere in italiano) segnalateli nei commenti.
Un'intervista disgustosa con un puliscicessi
Intervista di Adam Baran
Intervista pubblicata in BUTT 13 a pagina 58, 59 e 60
Pulisciculo e' un 29enne lavapavimenti tedesco che ama pulire gabinetti sia nel lavoro vero che come schiavo sessuale e leccapiedi per giovani arroganti ragazzi fighetti soliti ad abusare di lui. Non si fa pagare, e non sei obbligato a fare sesso con lui, anche se ovviamente lo preferisce. L'ho invitato a casa mia per pulire il mio gabinetto, e per parlare di bagni, piedi di portoricani, e della sua speciale ricetta per la pasta.
(Continua)
Disgusting interview with a toiletcleaner - uno spunto di riflessione sul rapporto esistente tra Piacere, Dolore e Potere
Cercando di approfondire e dare spunti di riflessione alla discussione sviluppatasi su fastidio sul rapporto tra Piacere, Dolore e Potere ripubblico un articolo comparso qualche anno fa su Butt Magazine e che ritengo particolarmente interessante per cercare di andare oltre ai soliti luoghi comuni e le voci di corridoio provando a non dare facili giudizi o a lanciarsi in, a mio giudizio, inopportune analisi piscologiche/sentimentali su persone di cui nulla conosciamo se non quello che volontariamente lasciano trasparire. Quella che segue e' un'intervista a un ragazzo ventinovenne a cui eccita l'umiliazione e l'essere oggetto di "disprezzo". Lavora in un'impresa di pulizie e nel tempo libero continua ad esercitare questa sua passione gratuitamente nei bagni delle case di studenti e di altri master ricavandone enorme piacere.
Una traduzione dell'intervista in italiano e' disponibile a questo indirizzo
Disgusting interview with a toiletcleaner
Interview by Adam Baran
Interview as published in BUTT 13 on pages 58, 59 and 60.
Asswipe is a 29-year-old German janitor who loves cleaning toilets in both his real job and as a sex slave and footlicker for young arrogant jock boys willing to abuse him. He doesn’t charge anything, and you’re under no obligation to have sex with him, although he would naturally prefer it. I invited him over to clean my bathroom, and to ask him about toilets, Puerto Rican feet, and his special recipe for pasta.
(Continua)
Nuove frontiere tecnologiche del sesso

"Giovedì ore 14-14.15 autogrill dorno milano - genova. mettete SESSOORA nel bluetooth"
Cambiamenti nel mercato del porno e differenze rispetto a quello musicale
Riporto questo post di Gelati Motel che ben riassume differenze e similitudini tra il mercato del porno e l'industria musicale. Una brevissima panoramica che centra in pieno e con estrema semplicita' le tendenze attuali del mercato per adulti e i probabili scenari futuri
Il Ny Times ha recentemente pubblicato un articolo molto ben informato su come internet sta lavorando ai fianchi dell’industria del porno. La tesi del giornalista, argomentata con qualche dato di dubbia provenienza, e diversi pareri validi, è che la crescita delle revenue online non ha colmato l’erosione del mercato dei dvd provocata dai consumi online. Di fatto, la presenza diffusa di materiale gratuito, ha ridotto la propensione alla spesa dei consumatori. Qualcosa di simile a quello che è accaduto al mercato discografico ma con risvolti differenti. Infatti, se nella musica, il copyright è stato il driver che ha sempre regolato l’industria, nel porno, la clandestinità dei consumi e la relativa standardizzazione del prodotto, ha sempre stimolato la sperimentazione di nuove tecnologie, in barba al copyright. I materiali tendono ad avere cicli di vita molto brevi che provacano obsolescenza, e il delivery, e non il copyright, è sempre stato il driver dell’industria. Cosi, all’inzio, la rete è sembrato un naturale sbocco per l’industria. Al punto che molti analisti hanno visto nel porno un driver eccezionale per il fiorere della rete come strumento di consumo. Ma l’industria del porno non ha fatto i conti con la prolificazione del realcore e all’elasticità dei prezzi.
Le risposte al momento sono deboli. Da un lato si lavora sulla qualità dei prodotti, introducendo elementi di sofisticazione nel packaging e nel girato. Dall’altro si provano a stabilire sinergie con la rete , oltre a sviluppare nuove reti di distribuzione legate alla convergenza. L’ostacolo maggiore sembra comunque il prezzo, che la rete a livellato verso il basso, e la presenza di fantastici produttori casalinghi. C’è dunque all’orizzonte una ristrutturazione della Valley, che il ricambio generazionale dei consumatori renderà sempre piu urgente.. E come sempre i player saranno i distributori, questa volta arrocati alla rete. La speranza è che questo porti anche a un ripensamento del prodotto in se, che ormai ha raggiunto standard qualitativi bassisimi.


